L'Appartenenza è un bisogno primario

 

ragazza tristezza

 

Appartengo dunque vivo

Il bisogno di appartenenza

 

L'appartenenza è un bisogno primario. Lo abbiamo imparato nei secoli: il gruppo garantisce cibo, accudimento, protezione e riconoscimento. Fuori dal gruppo i pericoli sono troppi e troppo grandi e non abbiamo scelta. Questa memoria è ancora attiva dentro di noi e non ne siamo neppure consapevoli. Così, se veniamo esclusi, ci sentiamo persi e spaventati.  Non importa se ci riferiamo alla nostra famiglia, a un gruppo di pari, alla Nazione o altro. Siamo certamente disposti a pagare il prezzo richiesto per appartenere senza rendercene conto.

Aderiamo alle regole, cioè  alle norme di comportamento, di pensiero e valori che il gruppo, inteso come entità, ha creato nel tempo per garantire sè stesso.

Da quel momento filtriamo il resto del mondo con gli occhi del gruppo e la Coscienza di appartenenza diventa unica verità possibile. Siamo intimamente  leali a quanto viene espresso e a ciò che resta implicito. Non possiamo correre il rischio: se veniamo esclusi temiamo di non farcela, se ci separiamo spontaneamente da quella Coscienza sentiamo un profondo senso di colpa per avere tradito.

 

Il risultato appare perfetto: noi sopravviviamo e il sistema, grazie alla nostra lealtà e appartenenza, si mantiene. 

 

La famiglia è il primo gruppo a cui abbiamo necessità di appartenere. Possiamo allontanarci e chiudere ogni relazione con i nostri familiari ma l'appartenenza a quella Coscienza continuerà a lavorare dentro di noi sotto forma di Fedeltà inconsce.  

Allo stesso modo esistono una Coscienza del nostro Popolo, della nostra Nazione, del nostro Credo a cui aderiamo e il risultato sarà di sentirci portatori di verità assolute.  Ci sentiamo in pace seguendo le nostre Coscienze e assicurandoci  il diritto di appartenere ma confondiamo il senso di pace con la certezza di essere nel giusto.  Ma lo stesso faranno gli altri, come portatori di altre coscienze, creando così le basi per un inevitabile conflitto. 

 

Chi segue la propria coscienza rifiuta gli altri. Per poter appartenere alla propria famiglia, deve giudicare inferiori e meno buoni coloro che sono diversi, perchè hanno una coscienza differente e considerare se stesso migliore. In questo modo la coscienza si oppone al rispetto e all'amore per coloro che sono diversi. B.Hellinger

 

 

Come ne usciamo?

Iniziando un viaggio verso una maggiore consapevolezza.

  • Comprendendo i valori che il nostro gruppo ci ha trasmesso e onorandoli.
  • Permettendoci di riconoscere che apparteniamo a più Coscienze e che queste sono valide in ambiti limitati.
  • Riconoscendo uguale diritto ad ogni altra Coscienza.
  • Infine muovendoci verso altre comprensioni.
  • Trasformando le fedeltà familiari

 

Ora possiamo sentirci in armonia con qualcosa di più grande, sappiamo di appartenere ma ad un altro livello. 

Non pagheremo alcun prezzo per questo perchè dopo aver portato alla luce la nostre appartenenze e le nostre fedeltà, le abbiamo sostituite con un legame nuovo, il riconoscimento della natura più profonda di ogni essere vivente.